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21/02/2005

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E' un passo enorme , importante , per il cammino della Road Map , forzano i tempi Sharon e Abu Mazen , nell'indifferenza dei pacifinti occidentali , le notizie dal medioriente ora arrivano distillate , non ci sono più le manifestazioni violente concordate con la stampa, , e sopratutto grazie a Dio nessuno si fa più saltare in aria.  Oggi l'Ansa ha dato solo un lancio di agenzia , nel pezzo, riportato qui sotto ,  il giornalista nel tentativo di sminuire e non dare importanza alla notizia  lascia intendere che i prigionieri liberati (500) erano comunque destinati al rilascio ed erano detenuti ingiustamente , quindi sharon avrebbe fatto un bluff......... Che pena la banda de " meglio il peggio ...." sta perdendo sempre più riferimenti , la pace fa loro paura , contro chi urleranno  d' ora in poi?

Questa l'ansa :

(ANSA) - GERUSALEMME, 21 FEB - E' cominciato questa mattina il rilascio di 500 detenuti palestinesi. Nelle scorse settimane i detenuti sono stati raggruppati nel carcere di Ketziot, nel deserto del Negev, nel Sud di Israele. La liberazione riguarda palestinesi detenuti per ragioni di sicurezza ed a titolo amministrativo, senza processo, per un periodo di sei mesi.

responsabilità di: nomanland alle ore 20:00 | link | commenti (3)
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18/02/2005

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Un vero moderato , ma l'intervistato è Furio Colombo !!! Bravo Cazzullo oppure , come penso da tempo, il buon Furio scrive sull'Unità cose che non pensa , ma lo fa ,da bravo servo qual'è  del suo ultimo padrone di turno .

responsabilità di: nomanland alle ore 19:57 | link | commenti (2)
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17/02/2005

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Se io volessi scendere in piazza per chiedere a gran voce la liberazione di un ostaggio , lo farei di impeto il giorno stesso , il giorno dopo e dopo ancora fino ad esaurimento delle energie ,  non mi è chiaro  quindi come mai la manifestazione di sabato prossimo organizzata dal Manifesto & C. sia stata programmata  ben 10 gg. fa ( data di richiesta alla prefettura e questura delle autorizzazioni ).Forse  sapevano in cuor loro memori di altri rapimenti  che non sarebbe stata mai liberata prima? O forse aspettavano il video choc e l'esito della votazione alla camera ? O ancora avevano bisogno di tempo per schierare le truppe dei pacifinti.....quanto c'è di  spontaneo e quanto di strumentalizzazione a fini politici elettorali ?

Dopo il drammatico video di Giuliana Sgrena, la Federazione nazionale della stampa invita tutti i giornalisti a partecipare al corteo nazionale di sabato 19 febbraio a Roma per la liberazione della collega del Manifesto. ''La Giunta della Fnsi, riunita oggi, ha deciso la partecipazione alla manifestazione di sabato 19 febbraio prossimo per la liberazione della collega de 'Il manifesto', Giuliana Sgrena, da tredici giorni rapita in Iraq'', sottolinea una nota della Fnsi. ''In particolar modo dopo il drammatico video di Giuliana Sgrena apparso oggi su tutte le reti televisive la Giunta della Fnsi invita tutti i colleghi ad essere, dietro gli striscioni della Federazione nazionale della stampa italiana, al corteo che partira' alle 14 di sabato 19 febbraio da Piazza della Repubblica a Roma e che terminera' a piazza di Porta Capena''.

responsabilità di: nomanland alle ore 19:27 | link | commenti (1)
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14/02/2005

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Questi due stanno facendo grandi passie da soli , con buona pace dei pacifinti che perduti i loro eroi lanciapietre (e assassini) si sono dimenticati di  Israele e Palestina .

responsabilità di: nomanland alle ore 19:59 | link | commenti (3)
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Ma questo è scemo veramente ? 

responsabilità di: nomanland alle ore 19:45 | link | commenti (2)
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09/02/2005

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I voli pindalici di questi giorni tra Prodi, Fassino Bertinotti & company , dimostrano  che l'interesse sulla questione Iraq , intesa come problema della vita di quel popolo e quella nazione,  è nella sinistra italiana inesistente . Lo scontro all'interno  del grande Ulivo dimostra , ancora una volta, che i veri interessi sono legati solo ed eslusivamente alla politica interna . Gli obiettivi sono stabilire alleanze e equilibrare i poteri ma sopratutto accontentare il più vasto numero di elettori . E su questi ultimi che nasce  tutta la battaglia . L'elettore di sinistra , quasi sempre un militante , è stato alimentato in questi ultimi anni a razioni di  rancore e odio dell'avversario politico , considerando poi che l'elettore di sinistra è storicamente un "tifoso" della politica , un vero ultrà sempre pronto a scendere in piazza e a votare su indicazione senza se e senza ma , è facile e triste   comprendere  come mai dire di " volere il ritiro delle truppe incondizionato " (nel momento più  delicato per quel paese che con il voto ha  appena espresso la volontà e la richiesta di aiuto) , venga dal "tifoso" recepito solo e esclusivamente come una forte opposizione alla politica  di Berlusconi e del suo amico Bush e per questo applaudito e condiviso ...senza se e senza ma...... .

ll buon Rocca spiega  in questo articolo  le posizioni politiche della sinistra in questi giorni.

responsabilità di: nomanland alle ore 13:22 | link | commenti (1)
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08/02/2005

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Da" IL FOGLIO "
Avevano detto :
Ecco, ora c'è "l'allarme sharia". Chi non ha mai creduto potesse accadere quello che sta succedendo oggi in Iraq, cioè un faticoso ma spedito cammino verso la democrazia, è alla ricerca spasmodica di una nuova frontiera di critiche per alimentare scetticismo e disfattismo. Oggi il menu prevede che Al Sistani voglia imporre la legge islamica. Solo che non è vero. Come non è stato vero niente di tutto ciò che i difensori dello status quo tirannico hanno raccontato ai propri lettori ed elettori. Avevano detto che la liberazione dell'Iraq avrebbe provocato milioni di rifugiati, avevano detto che l'America stava perdendo la guerra nel deserto, avevano detto che il processo politico non sarebbe mai iniziato, avevano detto che i nuovi leader erano marionette degli americani, avevano detto che gli i bombaroli erano Resistenti, avevano detto che sarebbe stato un nuovo Vietnam, avevano detto che Bush avrebbe perso la Casa Bianca, avevano detto che non c'erano le condizioni per votare, avevano detto che sarebbero state elezioni-farsa, avevano detto che la democrazia non si esporta e che le piazze arabe sarebbero insorte. Ecco: lasciate per la prima volta libere di dire la loro, le piazze arabe sono insorte davvero: hanno votato "Zarqawi go home" e smentito il partito dei menagramo.
Ora gli stessi che ci hanno ammorbato con il relativismo culturale e le lodi all'Islam-religione-di-pace denunciano il pericolo che in un paese islamico la legge islamica possa entrare nella Costituzione. E' molto probabile che anche questa previsione finisca come le altre. Sistani, infatti, chiede che le leggi del nuovo Iraq non contrastino con l'Islam. Questo dibattito peraltro c'è già stato ai tempi della Costituzione provvisoria. In quel testo "l'Islam è la religione di Stato" e "una fonte della legislazione". Una fonte, non la fonte. Il dibattito sembra simile a quello sulle radici cristiane nella Costituzione europea più che agli scenari apocalittici del lilligruberismo nostrano. Tanto più che sia i partiti iracheni sia Sistani ribadiscono di non volere affatto uno Stato teocratico. Anche questa passerà. Poi il partito dei menagramo evocherà un asse Baghdad-Teheran ignorando che gli iraniani sono gli avversari principali della rivoluzione democratica di Sistani; annuncerà una guerra civile con i sunniti; spiegherà che i curdi sono a un passo dalla secessione e bla-bla-bla fino alla successiva smentita, ma sempre col ditino alzato.Ecco, ora c'è "l'allarme sharia". Chi non ha mai creduto potesse accadere quello che sta succedendo oggi in Iraq, cioè un faticoso ma spedito cammino verso la democrazia, è alla ricerca spasmodica di una nuova frontiera di critiche per alimentare scetticismo e disfattismo. Oggi il menu prevede che Al Sistani voglia imporre la legge islamica. Solo che non è vero. Come non è stato vero niente di tutto ciò che i difensori dello status quo tirannico hanno raccontato ai propri lettori ed elettori. Avevano detto che la liberazione dell'Iraq avrebbe provocato milioni di rifugiati, avevano detto che l'America stava perdendo la guerra nel deserto, avevano detto che il processo politico non sarebbe mai iniziato, avevano detto che i nuovi leader erano marionette degli americani, avevano detto che gli i bombaroli erano Resistenti, avevano detto che sarebbe stato un nuovo Vietnam, avevano detto che Bush avrebbe perso la Casa Bianca, avevano detto che non c'erano le condizioni per votare, avevano detto che sarebbero state elezioni-farsa, avevano detto che la democrazia non si esporta e che le piazze arabe sarebbero insorte. Ecco: lasciate per la prima volta libere di dire la loro, le piazze arabe sono insorte davvero: hanno votato "Zarqawi go home" e smentito il partito dei menagramo.
Ora gli stessi che ci hanno ammorbato con il relativismo culturale e le lodi all'Islam-religione-di-pace denunciano il pericolo che in un paese islamico la legge islamica possa entrare nella Costituzione. E' molto probabile che anche questa previsione finisca come le altre. Sistani, infatti, chiede che le leggi del nuovo Iraq non contrastino con l'Islam. Questo dibattito peraltro c'è già stato ai tempi della Costituzione provvisoria. In quel testo "l'Islam è la religione di Stato" e "una fonte della legislazione". Una fonte, non la fonte. Il dibattito sembra simile a quello sulle radici cristiane nella Costituzione europea più che agli scenari apocalittici del lilligruberismo nostrano. Tanto più che sia i partiti iracheni sia Sistani ribadiscono di non volere affatto uno Stato teocratico. Anche questa passerà. Poi il partito dei menagramo evocherà un asse Baghdad-Teheran ignorando che gli iraniani sono gli avversari principali della rivoluzione democratica di Sistani; annuncerà una guerra civile con i sunniti; spiegherà che i curdi sono a un passo dalla secessione e bla-bla-bla fino alla successiva smentita, ma sempre col ditino alzato.

responsabilità di: nomanland alle ore 18:34 | link | commenti
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Ancora una sconfitta per la banda de "Meglio il peggio...."  non osano nemmeno commentare  gli avvenimenti di questi giorni , storici ed eccezionali , la pace a loro fa paura , gli toglie il fiato e gli argomenti  li rende nulli , abituati solo e sempre  a cercare il nemico sempre e comunque, anche sostenendo gli assassini pur di  dare fiato alle loro tesi . A dispetto di costoro la storia oggi é questa .

responsabilità di: nomanland alle ore 14:42 | link | commenti
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01/02/2005

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 La sinistra in parte aveva ragione, il popolo iracheno è veramente un popolo partigiano e resistente , solo che sono  contro il terrore e gli assassini e i loro amici ....!!!! Al popolo Iracheno il mio plauso , onore  a quegli uomini ma sopratutto a quelle donne  , otto milioni di persone , fantastiche e coraggiose .

La Banda de " meglio il peggio....." perde sempre più pezzi........

responsabilità di: nomanland alle ore 18:14 | link | commenti (2)
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