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27/12/2008

io sto con israele

Sia chiaro , per quanto sia dura e terrificantela rappresaglia  , sapendo quali e quanti sforzi fino a ieri ha condotto la diplomazia , non si poteva continuare ad accettare il lancio quotidiano dei Kassam.
IO STO CON ISRAELE.
responsabilità di: nomanland alle ore 20:09 | link | commenti (1)
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02/11/2008

Sempre per le cose difficili , sto pure con lui!!
responsabilità di: nomanland alle ore 00:22 | link | commenti (1)
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Mi piacciono le cose difficili , io sto con lui!
responsabilità di: nomanland alle ore 00:14 | link | commenti (1)
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18/10/2008

Sono d'accordo con Calderola , quel sorrisino sulla faccia che mi è venuto alla notizia della condanna di Marco Travaglio , mi fa essere un pochino come lui . E un pochino sarebbe già tanto.

La colonna infame costruita da Travaglio e dai suoi soci ha visto impalata gente di destra e gente di sinistra. In nome dell'Ordine e della Giustizia, Travaglio è stato super partes. E' riuscito persino nel miracolo di scrivere cose di destra su un giornale di sinistra. C'è una folla di fan che lo adora. E' una piccola borghesia incattivita che non vuole niente ma che, come su una piazza di Teheran, vorrebbe assistere all'esecuzione di quelli che non gli piacciono. Travaglio parla a un residuo della vecchia base comunista incazzata, ai nostalgici rabbiosi del vecchio Msi, alla borghesia intellettuale urbana che non accetta di essere declassata.


Travaglio crede alle cose che dice. Mentre il suo mentore Santoro non crede a nulla e guarda all'audience, Travaglio pensa di essere Robespierre. Dietro di lui c'è il partito dei magistrati, quell'organizzazione fluida che passa notizie e suggerimenti ai giornalisti, che indica obiettivi e fornisce le cartucce con cui sparare. Travaglio, infine, è un imprenditore. Ha capito che nell'Italia di oggi se scavi una nicchia diventi ricco, e lui la nicchia l'ha scavata nell'odio di un pezzo di società che compra i suoi libri, frequenta il suo blog, impazzisce quando lui chiede condanne a vita visto che non può pretendere la pena di morte. 


Ora è stato condannato lui. Otto mesi di carcere. Forse avrà l'indulto. Ha anche frequentato un mafioso doc. Cioè Travaglio somiglia all'ideal-tipo del criminale politico che lui aborre e descrive. Condannato e con brutte amicizie. Ripeto, le sue vittime possono festeggiare. Fra le sue vittime ci sono anche persone incensurate che hanno il solo torto di pensare che la magistratura italiana è fatta anche di pelandroni, di gente politicizzata, di uomini senza qualità. Lui ha messo tutti nel mucchio e ha trattato tutti come delinquenti. Ora tocca a lui.


E' sbagliato gioire. Penso che Travaglio vada criticato, meglio ignorato, ma non criminalizzato. La cultura di Travaglio è una degenerazione della cultura della crisi. Di Travaglio è piena la sottocultura mondiale. Ogni volta che le società entrano in un cono d'ombra e il nuovo fatica ad affermarsi, ci sono i reazionari che chiedono la forca. Il dramma della sinistra è di aver lasciato a questo reazionario di aprirsi dei varchi nel proprio seno. Con Di Vittorio e Giorgio Amendola non sarebbe mai successo. Con i dirigenti di oggi succede. Quelli come Travaglio non capiscono le cose del mondo e le semplificano. Ovvero le capiscono, ma si fanno due calcoli e le banalizzano per strappare contratti in tv o nei giornali.

I Travaglio non passeranno mai. Sono l' Italietta di facili costumi che si annida fra i fan di Travaglio, sperando che l'odio per il declassamento si traduca in "forca per tutti". Non è neppure una novità che i forcaioli di oggi, Travaglio Santoro e Grillo, siano signori benestanti che lucrano sul disamore dalla politica delle classi medie. Ogni passaggio d'epoca ha conosciuto uomini di avventura che si sono eretti a salvatori della Patria. Sono Masaniello. Solo che i moderni Masaniello hanno fatto i soldi, dirigono un'impresa mediatio-giudiziaria che giova ai magistrati pigri e ai giornalisti che vivono sul successo dei magistrati.


Il problema non sono loro, i Travaglio di ogni epoca. Il problema sono i cittadini incazzati e disperati che si rivolgono al giustiziere sommario perchè non riescono ad avere giustizia normale.
Passato lo sbalordimento per la condanna, Travaglio continuerà come prima, farà la vittima. Una cosa avrà perso. E' la tesi dell'onnipotenza della magistratura. Se i magistrati hanno sempre ragione, sono nel giusto anche quando lo condannano. Se alcuni hanno torto e altri no, siamo nella normalità. Travaglio non è più il giustiziere, ma un uomo che fa affari sulle disgrazie altrui. I suoi magistrati non sono vendicatori del popolo, ma un gruppo di militanti della sua area politica. Insomma, il mondo di Di Pietro che sta fra il 4 e l'8%.

Una minoranza della minoranza
.

grazie a peppino calderola

responsabilità di: nomanland alle ore 02:47 | link | commenti (2)
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31/10/2006

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Un pensiero fisso , su LIBERO la seguente analisi :

Una nota allitterazione sostiene che il destino della democrazia è nella demografia. Questo è vero per la solvibilità del sistema pensionistico pubblico, per le dimensioni della forza lavoro e per il tasso di sviluppo economico. Ma c'è un aspetto del problema demografico che è, se possibile, ancora più importante e di cui conviene occuparsi: il destino delle nazioni nel lungo periodo. Un importante editoriale apparso su The Wall Street Journal il 6 marzo scorso suggerisce l'opportunità di farlo. Secondo l'autore, Gunnar Heinsohn dell'Università di Brema, una nazione si definisce moribonda quando il tasso di fertilità è pari o inferiore a 1,5. Secondo gli ultimi dati riferiti a 226 Paesi, l'Italia è al 212° posto, con un tasso di fertilità (numero medio annuo di nati vivi per ogni mille donne in età fertile) pari a 1,28. Se si adotta il criterio di Heinsohn, peraltro largamente accettato, l'Italia non è l'unica nazione moribonda: sono ben 30 le nazioni europee in stato comatoso e la popolazione europea sta diminuendo proprio mentre sta esplodendo in Africa e Asia. Nel 2020 ci saranno nel mondo un miliardo di uomini di età compresa fra i 15 e i 29 anni; di questi solo 65 milioni saranno europei, mentre il mondo islamico ne conterà circa 300 milioni.Non è la prima volta che l'Europa rischia l'estinzione: nel XV secolo, per via della peste bubbonica e delle guerre con i musulmani, la popolazione totale del Vecchio Continente scese da 70 a 40 milioni. La pericolosità della situazione spinse Papa Innocenzo VIII a condannare a morte chiunque fosse responsabile di aborto o di impedire il concepimento. Le levatrici, esperte in entrambe le attività, venivano giustiziate. I risultati, dice Heinsohn, furono immediati: già a partire dal 1510 il numero di maschi nati in Inghilterra era raddoppiato e, dal 1500 al 1914, le donne dell'Europa occidentale avevano in media sei fi gli, il doppio che nel Medio Evo. Malgrado guerre e genocidi, responsabili di 80 milioni di morti, la popolazione europea raggiunse i 400 milioni, dieci volte il totale del XV secolo. Quella decuplicazione della popolazione, che l'Europa ha realizzato fra il 1500 e il 1900, il mondo musulmano è riuscito ad ottenerla in soli 100 anni, passando dai 140 milioni del secolo scorso ai 1400 di oggi. Se l'Europa avesse eguagliato la crescita della popolazione degli Stati Uniti, passata da 75 a 300 milioni fra il 1900 ed oggi, la sua popolazione complessiva sarebbe di 1,6 miliardi, maggiore di quella della Cina o dell'India. Il numero di maschi in età compresa fra i 15 e i 29 anni determina la capacità del Paese di difendersi persino in un'epoca come la nostra in cui la potenza degli armamenti sembra avere reso meno importante le dimensioni delle forze armate. I 300 milioni di giovani musulmani in età "bellica" non sempre riescono a trovare lavoro e occasioni di crescita nei loro Paesi: non rendersi conto della potenziale pericolosità di questa enorme massa di diseredati sarebbe irresponsabile. Se a questo si aggiunge che, forse anche a motivo della decadenza demografica, la necessità di difendersi e le esigenze della Difesa nazionale non ricevono molta attenzione in Europa e che è dubbio che gli Stati Uniti possano continuare indefinitamente a mandare i loro ragazzi a morire per impedire le possibili violenze perpetrate da quelle masse di giovani musulmani diseredati, è difficile essere ottimisti. Personalmente, credo che Heinsohn abbia ragione: il terrorismo è il fratello minore, la versione moderna della conquista. Il boom della popolazione portò l'Europa a controllare il 90% del globo; il suo attuale declino potrebbe preludere alla sua colonizzazione in una qualche forma. Quanto prima ci occuperemo, e seriamente, dei nostri problemi demografici tanto meglio sarà per tutti. L'ho detto e lo ripeto: il politicante si preoccupa delle prossime elezioni, lo statista delle prossime generazioni

responsabilità di: nomanland alle ore 16:23 | link | commenti (1)
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